Traumi del rachide dorso-lombare

Le fratture toraco-lombari comprendono:

– lesioni della colonna vertebrale toracica più rigida (T1-T10),

– lesioni della giunzione toracolombare flessibile (T11-L2) ( è la regione più comunemente colpita da traumi a causa della specifica biomeccanica di questo segmento. È altamente suscettibile a lesioni perché rappresenta un’area di transizione dalla colonna toracica rigida e meno mobile, a causa delle costole attaccate bilateralmente, a una colonna lombare caudale più flessibile.

– lesioni colonna lombare L3-L5

I meccanismi più comuni per le lesioni traumatiche toracolombari includono incidenti stradali, cadute dall’alto, traumi sportivi e infortuni sul lavoro. La maggior parte di queste lesioni sono ad alta velocità e ad alta energia, che di solito comportano lesioni aggiuntive. Tuttavia, in paziente affetti da osteoporosi si possono verificare crolli vertebrali anche in assenza di traumatismo.

PRESENTAZIONE CLINICA E DIAGNOSI

Il dolore al rachide è la presentazione più comune. Possono associarsi disturbi sensitivi e/o motori agli arti inferiori di gravità variabile.

In caso traumi a dinamica minore, o comparsa di dolore acuto dopo uno sforzo, o anche dopo un colpo di tosse in paziente osteoporotici, è indicato eseguire una Radiografia del rachide. Nel caso fosse confermato il sospetto di frattura utile approfondimento con Tc mirata e valutazione specialistica per indicazioni terapeutiche.

In caso di traumi a dinamica maggiore, il paziente una volta trasportato in PS esegue la diagnostica di primo livello che include in prima istanza Tc total body per avere un bilancio lesionale.

Le fratture, secondo la classificazione AOspine possono essere di 3 tipi_

  • compressione
  • distrazione
  • rotazione

TRATTAMENTO

Il trattamento viene selezionato in relazione al quadro clinico e radiologico del paziente.

Trattamento conservativo con ortesi (esistono varie tipologia di busto in relazione alla sede della frattura) e successivo follow-up specialistico presso centro di riferimento.

Trattamento chirurgico che può includere:

  • stabilizzazione con viti transpeduncolari o uncini open o permuscolare
  • Spine Jack con augmentation di cemento (in casi selezionati)
  • corpectomia in un secondo tempo chirurgico per dare maggiore stabilità al sistema
  • Decompressione con laminectomia in caso di deficit neurologici, in associazione alla stabilizzazione